Fuochi di paglia

Qualcuno potrebbe pensare che il premier russo, Vladimir Putin, non ami l’estate. Negli ultimi anni, il mese di agosto è coinciso con i momenti più difficili del paese. Nel 2008, l’esercito ha attraversato le montagne del Caucaso per impedire che la Georgia riprendesse due Repubbliche di fatto, Abkhazia e Ossezia del sud, provocando le proteste della comunità internazionale. Nel 2009, il Cremlino ha affrontato la crisi economica peggiore dai tempi del comunismo
21 AGO 20
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Qualcuno potrebbe pensare che il premier russo, Vladimir Putin, non ami l’estate. Negli ultimi anni, il mese di agosto è coinciso con i momenti più difficili del paese. Nel 2008, l’esercito ha attraversato le montagne del Caucaso per impedire che la Georgia riprendesse due Repubbliche di fatto, Abkhazia e Ossezia del sud, provocando le proteste della comunità internazionale. Nel 2009, il Cremlino ha affrontato la crisi economica peggiore dai tempi del comunismo. Ora è la volta degli incendi: mettono in pericolo città intere, caserme e centrali nucleari, hanno costretto il governo a bloccare le esportazioni di grano e affossano la popolarità del premier, come dicono i sondaggi e molti analisti della stampa internazionale.

Ma la grande dote mostrata da Putin negli anni ai vertici del potere russo è la capacità di gestire le crisi. All’inizio della propria carriera politica, è diventato ministro per sconfiggere i terroristi ceceni e può dire di avere ottenuto risultati significativi. Ha superato la guerra in Georgia e il crollo della Borsa senza perdere la fiducia degli elettori, che lo considerano ancora il vero leader del paese, nonostante il presidente sia il suo delfino, Dmitri Medvedev. E’ un’arte che ha imparato dopo la sciagura del sottomarino Kursk, che costò la vita a 118 marinai. I russi hanno ricordato ieri il decimo anniversario dell’esplosione. Quella volta Putin sembrò spiazzato e impotente: da allora, non ha mai vissuto un’estate veramente nera.